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Blackout PS5 a oltranza: la protesta contro lo stop ai dischi continua, pronti a boicottare anche GTA 6

La mobilitazione della community PlayStation contro le recenti scelte strategiche del colosso giapponese compie un netto salto di qualità. Il boicottaggio nato per contestare la decisione di Sony di eliminare i supporti fisici a partire dal 2028 non si fermerà alla finestra temporale stabilita inizialmente: il collettivo DoesItPlay ha formalmente invitato tutti i possessori di console a proseguire la protesta a oltranza, anche a costo di sacrificare le uscite più attese dell’autunno e lo stesso Grand Theft Auto VI.

L’iniziativa, partita il 23 agosto con l’obiettivo di spegnere PS4 e PS5 per bloccare acquisti su PS Store e traffico sui server multiplayer fino al 30 agosto, viene ora ridefinita come un’azione di pressione permanente fino a un dietrofront ufficiale da parte del management di Tokyo.

Le motivazioni del blackout: dallo stop ai dischi alla chiusura degli studi storici

Nelle intenzioni dei promotori, l’addio al formato retail su disco rappresenta soltanto il punto di non ritorno di un progressivo scollamento tra il marchio PlayStation e la sua base d’utenza storica. Il comunicato diffuso su X punta il dito contro diverse scelte aziendali controverse:

  • Chiusura di studi chiave: La recente chiusura di team rinomati come Bluepoint Games.
  • Abbandono delle IP storiche: La totale assenza di investimenti su franchise amati come Twisted Metal, SOCOM, Sly Cooper e Resistance.
  • Supporto periferiche deficitario: La gestione giudicata insufficiente del visore PSVR2.
  • Politiche di possesso digitale: La reiterata impostazione secondo cui i videogiochi digitali costituiscono semplici licenze d’uso temporanee revocabili, anziché veri e propri beni acquistati.

La sfida del boicottaggio dinanzi a un autunno di grandi uscite

La prosecuzione indefinita del blackout pone la community di fronte a un bivio complesso. Se una settimana di console spente rientra nell’alveo della protesta simbolica, mantenere le piattaforme inattive nei prossimi mesi comporterebbe la rinuncia a titoli di primissimo piano del calendario autunnale come Marvel’s Wolverine, Onimusha: Way of the Sword e The Blood of Dawnwalker.

Il vero banco di prova sarà rappresentato proprio da Grand Theft Auto VI, titolo al centro delle cronache sia per le recenti minacce del leaker CyberLeek pronto a diffondere la trama con un sondaggio sia per la scelta distributiva priva del tradizionale disco fisico completo. La determinazione di DoesItPlay punta a testare la fedeltà dei giocatori, chiedendo loro di disertare anche il kolossal di Rockstar per difendere il diritto al collezionismo tradizionale.

Il contrasto generazionale tra Sony, Microsoft e Nintendo

La protesta contro la dematerializzazione evidenzia la profonda spaccatura in atto nelle politiche dei produttori hardware. Mentre Sony tira dritto verso lo stop definitivo alla produzione di giochi su disco dal 2028, Microsoft sta affrontando una complessa riorganizzazione interna tra il piano di reset globale con 3.200 licenziamenti e i pesanti rincari di Xbox Series X e Series S in Italia fino a 200 euro.

In questo quadro turbolento, Nintendo e la conferma delle cartucce fisiche per Switch 2 rimangono l’unico rifugio per chi pretende supporti tangibili e durevoli, specialmente mentre si avvicina la dismissione di Switch 1 nel febbraio 2027. Resta da verificare quanti giocatori sceglieranno effettivamente di lasciare la propria PS5 spenta una volta superata la data del 30 agosto.

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